
io, Franceso e Giovanni
riaffiorano i ricordi legati ai libri letti ai miei figli, di quando erano piccoli e non sapevano ancora leggere. La lettura della sera era una consuetudine. Lettone, libro e il tranquillizzante biberon stracolmo di latte. La scelta del libro era loro e capitava che per settimane scegliessero lo stesso libro (la ripetizione li tranquillizzava o forse il bisogno di capire, di memorizzare) allora giocavo a modificare gli aggettivi, bello diventava brutto, triste diventava felice, loro ridevano e mi correggevano . Rimane la nostalgia della loro curiosità e di quella intimità, calda, accogliente . Leggere un libro a qualcuno é un gesto intimo, d’amore. Forse un giorno (lo tengo nella lista dei desideri), quando gli occhi saranno stanchi ,seduta su una poltrona nella quiete avrò la fortuna di ascoltare la voce dei miei figli mentre mi leggono un libro … questa volta a mia scelta.
