Le candele – Costantinos Kavafis

novembre 2, 2008 § 2 commenti

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora del loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

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§ 2 risposte a Le candele – Costantinos Kavafis

  • sandra ha detto:

    Anche io guardo accorata le mie candele spente,neanche io vorrei voltarmi a guardarle,mi piace pensarle vive nella loro luce e nel calore……eppur bisogna guardare avanti e il nodo in gola, sale agli occhi come pianto………trattenuto, come si trattengono le debolezze..nel tentativo di arginare la propria fragilità………………….

  • giuliana04 ha detto:

    Ciao Sandra,
    mi piace leggerti sul mio blog!!

    Perchè devi arginare le tue fragilità, non sono debolezze, a volte abbiamo solo bisogno che qualcuno le accolga.

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