La predica della domenica

novembre 9, 2008 § 1 Commento

Sarà l’effetto Obama, ma in questi giorni è ricorrente il pensiero e il desiderio di condividere un sogno, uscire dall’apatia e dalla rassegnazione.
La voglia di camminare per strada, guardarsi negli occhi e pensare “yes, we can”.
Appartenere.
Lo so, sono un’inguaribile romantica (a Roxana con affetto : spero che con tutto questo mio miele non ti venga una carie, …ma non sei una robocoppa) .
Come tutte le romantiche e come dice Jack “reggo” o cerco di “reggere”.
Oggi mentre preparavo il pranzo, pensavo che in Italia non ci sarà mai un Obama, e se desideriamo cambiare qualcosa dobbiamo partire da noi, non aspettare , partire da qualcosa, cambiare.
Ho pensato al mio “qualcosa”:
sono io, sono i miei figli, il mio lavoro, i miei amici, il mio benzinaio, il mio fiorista, il mio panettiere, i miei… tutti.
E dopo aver scolato la pasta, messo il pesto, chiamato i figli a tavola, ho fatto quella che loro chiamano, la “predica della domenica”. Ho parlato di sogni, di voler guardare con altri occhi, impegnarsi , esporsi, partecipare, esserci, appartenere al mondo, coltivare un sogno, allargare la prospettiva, uscire dal proprio stagno, amare l’Umanità.
Vivere da “protagonista” non da comparsa , uscire dall’indifferenza .
Ho riscosso due effetti, il minore si è allarmato, “mamma, perché dici che l’Italia è un brutto paese!” Ed è corso via a giocare. Il maggiore mi ascoltava in silenzio. Finita la predica si è alzato. Gli ho detto :”cerca anche tu il tuo sogno” , sorridendomi  mi ha risposto: “ti voglio bene”.

….. ho pensato alle parole di D.:

“Mentre di rivoluzionario Jack aveva solo questo: la tenerezza”.

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§ Una risposta a La predica della domenica

  • Renge ha detto:

    L’elezione di Obama ha suscitato grande entusiasmo in tutti quelli che non si arrendono, che credono in un mondo diverso.
    A me sembra di vedere piccoli cambiamenti attorno a me: dal parrucchiere, in palestra, fuori dalla scuola dei bimbi…

    Non ho faticato ad immaginarti in questo contesto: anche io parlo così ai miei figli, sebbene siano ancora piccoli.

    E anche loro mi dicono: Mamma, ti voglio bene!

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