il senso

novembre 30, 2008 § 2 commenti

 

La vera natura dell’uomo mi sfugge, la mia come la tua.

Cerco di usare il cuore e la logica per interpretare le parole e le azioni,

cerco di circoscrivere, limitare, analizzare e definire chi sono e chi sei.

In verità siamo molto di più delle nostre parole e delle nostre azioni,

e mi illudo di aver compreso nel bene e nel male, ciò che in realtà non è definibile.

Le chiusure e le fughe sono dovute a questo voler definire, circoscrivere,

cercare una tesi di valore assoluto, ma ciò è impossibile

perchè molte cose non comprendo e non conosco, neppure di me stessa.

E nel mio cercare sento il bisogno di oltrepassare i miei limiti e con la volontà di accogliere il desiderio di amore e di perdono,

ricerco una fonte a cui attingere e saziare la mia sete, la mia inquietudine.

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§ 2 risposte a il senso

  • sandra ha detto:

    E chi lo dice Giuliana………che coloro che hanno trovato la loro fonte in Dio sono più umili?Non Credo sia superbo il dubbio!Nè che arroganza ci sia nel ricercare altro, perchè le risposte avute non convincono.Per me la fonte è l’universo e la vita stessa, quella concreta o quando è ancora un potenziale,credo che il rubinetto della fonte sia dentro la nostra stessa vita,con il suo bene ed il suo male,con i tanti dubbi e quanto è di corredo alla natura umana,io ho trovato il mio valore assoluto nell’eternità,.. non della mio esistere individuale, ma del mio esistere come una delle molteplici espressioni della vita universale.Ma se così non fosse………..e potrebbe non essere.Cosa cambierebbe?.Sempre dentro me dovrei cercare , ……..e dare un senso a quel che definito e circoscritto forse non sarà mai.

  • giuliana04 ha detto:

    Ciao Sandra, ho ricevuto il tuo libro e non puoi immaginare con quanto piacere l’abbia accolto. Mi ha scaldato il cuore.
    Sono i doni inaspettati, gratuiti, quelli più sentiti.
    Sai il mio bisogno di circoscrivere, definire é quello di voler giustificare sempre, trovare una ragione a tutto, anche al male evidente. E’ infantile, penso che l’uomo con i suoi limiti non possa dare un senso a tutto, non può capire tutto, non può avere una visione universale. E’ il bisogno di affidarsi a qualcosa di superiore diventà una necessità, e il perseverare nel credere solo nelle nostre capacità a volte mi sembra perverso e narcisistico , perchè in realtà non ne siamo capaci e soffriamo.
    Con questo non vuol dire diventare bigotti e acritici, ma non scartare a priori una diversa possibilità . Un abbraccio.

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