Un dono inaspettato

gennaio 30, 2009 § Lascia un commento

Mork, la montagna e la neve ...

 Il desiderio di abbracciare ciò che di così grande sta fuori di noi.

Trascendere i limiti, cercare un’Armonia.

Solo il ricongiungerci con il tempo, le stagioni, la natura, abbandonare la presunzione di essere il centro dell’universo.

Accogliere il nostro bisogno di essere uomini, piccoli, solo ingranaggi di un meccanismo perfetto e immenso.

Oceani, montagne, sole, tramonti, piogge, neve sono immutabili con o senza di noi, è questa la bellezza e la grandezza che dobbiamo cogliere.

Abbandonare la presunzione e semplificare.

 

Riconoscere la Bellezza e accoglierla senza dirigere, senza possedere.                                                                                

Mai come in questo periodo sento il bisogno del tempo, del silenzio e di un sogno da realizzare, qualcosa di semplice e “genuino”, prima che il tempo mi sfugga e rimanga solo il rimpianto e il vuoto.

 

Incollo un pezzo del blog http://tashtego.splinder.com/ l’autore, molto meglio di me sa tramutare i pensieri in parole:

 

 

 

La vita è ‘na scioite de’ sole.

La vita è un’uscita di sole, dicono in certi posti dell’Abruzzo.

Ho una specie di fremito da riconoscimento.

Una breve botta di luce che si fa strada tra le nuvole.

Eppure io la mia vita non la vedo così, la mia vita non è stata questo nemmeno nei primi anni.

E nemmeno dopo, durante la giovinezza e la prima maturità.

La mia vita è stata una continuazione di nuvolaglie e squarci di sole, di incertezze, sofferenze, felicità, godimenti: la solita roba, solo mitigata (ma resa più confusa) dal tempo di pace in cui sono vissuto.

Ma lo stesso riconosco quest’immagine come qualcosa che mi appartiene.

Un’uscita di sole in un giornata d’aprile, metti, coperta, ventosa, la luce che ti investe all’improvviso e ti scalda e alzi la faccia verso il cielo per riceverla in pieno, e chiudi gli occhi, mentre il sangue che irrora le palpebre ti copre le pupille con un velo rosso…

Uno solo di questi istanti – che si direbbero di puro esistere nello spazio-tempo, di assoluta consapevolezza fisica di essere parte del pianeta e della sua stella – può dirsi vita a pieno titolo.

Può farsene rappresentante ufficiale.

Potrebbe restare, in piena legittimità, l’unica cosa degna di essere ricordata prima di accedere al nulla: ‘na scioite de’ sole”.

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