Il sognatore

febbraio 28, 2009 § Lascia un commento

… ti ricordi : …”non si cattura il vento con le mani” …
Si,  e mi rispondevo :” ma io credo nei sogni”.
Non ho cambiato idea e sogno.

Sogno di uscire ogni mattina in giardino a bagnare
quella terra arida, e una mattina dopo l’altra
aspettare la nascita di un germoglio che sbuchi dalla terra.
E quel giorno poter dire, a tutti quelli che ti credevano pazza sognatrice,
“Eccolo!, avete visto? C’era il seme. Ci voleva solo pazienza, amore e volontà”

Ogni mattina innaffio quella terra con l’ostinazione
che hanno i sognatori, che sanno amare oltre il visibile
e che per un sogno vanno oltre ciò che è normale.

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Filo rosso

febbraio 23, 2009 § Lascia un commento

…..in un gioco di specchi che riflette una luce potentissima,

quella del riconoscersi, anzi,

 quella della volontà di riconoscersi,

quella che lega un filo rosso tra gli esseri umani.

Si chiama rosso perchè è un’ arteria invisibile

che conduce sangue da un cuore a un altro cuore.

Opi (blog www.azu.spindler.com)

Voglia di tenerezze

febbraio 15, 2009 § Lascia un commento

Un nuovo amico - Fontana, 15-02-2009

Un nuovo amico - Fontana, 15-02-2009

Questa mattina ci siamo incrociati. Stavi dentro un cortile, sembrava abbandonato, mi guardavi con il muso infilato in una breccia della rete. Siamo rimasti così, io inginocchiata ad accarezzarti e tu ad aspettare qualche carezza, con la testa appoggiata sul muretto.
I tuoi occhi sono così tristi, ti accarezzo ma non scondinzoli,  sembri ormai rassegnato.
Ci assomigliamo cane, amico mio!
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Non è un cuore (Nazim Hikmet)

febbraio 14, 2009 § Lascia un commento

Non è un cuore, perdio, è un sandalo di pelle di bufalo
che cammina, incessantemente, cammina
senza lacerarsi
va avanti
su sentieri pietrosi.

Una barca passa davanti a Varna
“Ohilà, figli d’argento del Mar Nero!”
una barca scivola verso il Bosforo
Nazim dolcemente carezza la barca
e si brucia le mani

Ai margini.

febbraio 12, 2009 § Lascia un commento

… ai margini, la certezza dei confini vacilla. Si è più soggetti alle invasioni, meno in grado di mobilitare le difese, meno sicuri della nostra identità, nonostante gli altri ci possano percepire come persone di carattere. La dislocazione del sé dal centro verso margini indefiniti accentua la fusione tra noi e il mondo e allora ci possiamo sentire “da tutto benedetti”.
… sentite cosa scrisse, Jung nell’ultima pagina della sua autobiografia: “ sono stupito, deluso, contento di me; sono afflitto, depresso, entusiasta. Sono tutte queste cose insieme, e non so tirare le somme. Sono incapace di stabilire se alla fine valgo o non valgo, non ho un giudizio da dare su me stesso e sulla mia vita. Non c’è nulla di cui mi senta veramente sicuro. Quando Lao-tzu dice: ”Tutti sono chiari, io solo sono offuscato”, esprime quello che provo io ora, nella mia vecchiaia avanzata .. Eppure ci sono così tante cose che mi riempiono: le piante, gli animali, le nuvole, il giorno e la notte e l’eterno che è nell’uomo. Quanto più mi sono sentito insicuro di me stesso, tanto più è cresciuto in me un senso di affinità con tutte le cose. Anzi è come se quel senso di alienazione, che per tanto tempo mi ha separato dal mondo, adesso si fosse trasferito nel mio mondo interiore, rivelandomi un’insospettata estraneità a me stesso.”
(Hillman – La forza del carattere)

Bertolt Brecht, «Poesie»,vol.II (1934-1956)

febbraio 11, 2009 § Lascia un commento

Esci dalla penombra e cammina
davanti a noi un poco,
gentile, con il passo leggero
della donna risoluta a tutto, terribile
per i terribili.

Distolta a forza, io so
come temevi la morte, ma
ancora più ti faceva orrore
la vita indegna.

E non fosti indulgente
in nulla verso i potenti, e non scendesti
a patti con gli intriganti, e non
dimenticasti mai l’ingiuria e sui loro
misfatti non crebbe mai l’erba.

A Eluana e a un figlio.

febbraio 10, 2009 § Lascia un commento

Cerco di immedesimarmi nel padre di Eluana. Pensare che il figlio in quella camera, disteso sul quel letto fosse il mio. Penso che non sarei stata forse capace di rompere il filo, dare un taglio al cordone ombelicale fra me e mio figlio , questa volta per dargli la morte invece che la vita.
Ci vuole tanto coraggio per mettere la parola fine tra te e tuo figlio.
Il coraggio del dopo, il coraggio nell’affrontare i pensieri del poi, quando la quiete fa depositare tutto il pulviscolo e si rimane soli a chiedersi se a tuo figlio hai dato un arrivederci o hai dato un addio per sempre. Ci vuole fede per credere in un arrivederci . Mi auguro che Beppino Englaro non viva nel dubbio e che quel saluto sia stato “ un arrivederci Eluana”. In ogni caso, rispetto profondamente la sua scelta , come quella di chi decide diversamente. E’ un dolore che merita solo rispetto.
Penso che una legge debba darti la possibilità di scegliere e i tuoi affetti più cari possano essere i tuoi portavoce, per ricordare quello che eri e quello che desideravi. I medici da parte loro dovrebbero com-passione sostenere e aiutare rispettando le scelte in un senso o nell’altro, tutti gli altri …..fuori.

Dove sono?

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