Strane visioni

luglio 23, 2009 § Lascia un commento

1968.jpgSono in macchina, sono senza sigarette e faccio una deviazione in direzione del tabaccaio del paese. Compro le sigarette, risalgo in macchina e imbocco la via principale dietro al Municipio. La via costeggia il viale della Chiesa di San Sebastiano. Il viale e il sagrato sono stati ristrutturati qualche anno fa, gli alberi sono cresciuti e abbracciano il viale. Il sagrato e il viale sono vuoti, sembra che tutti si siano dati appuntamento da qualche altre parte.
La simmetria degli alberi e l’ordine che regna mi danno un senso di serenità.
D’improvviso il viale e il sagrato si popolano di persone. Sono vestite a festa, c’è il sole, tutti sembrano allegri, in attesa, fintamente indaffarati. Le donne in tailleur tinta unita, con i capelli cotonati, sandali tipo Chanel neri con il cinturino alla caviglia e la borsetta sottobraccio abbinata al colore delle scarpe. Gli uomini ben sbarbati, con l’abito doppiopetto, grigio o blu gessato, scarpe nere lucidissime e i capelli con la riga.
Vedo i miei parenti liguri, Flavia, cugina di mia mamma, ride e parla, parla, suo marito un bel uomo abbronzato, affascinante, mi sono sempre chiesta come avesse potuto sposare Flavia. Mia mamma è a disagio, in molte occasioni la vedo così, come se non fosse mai il posto giusto dove stare, sempre in allarme, sospesa, a difendersi dai pericoli che vede in ogni angolo della vita, sorride timidamente. Mio padre non lo vedo, di sicuro si è dimenticato qualcosa di importante da fare all’ultimo minuto e ha fatto una “scappata” da qualche parte. Ci sono anch’io. E’ il giorno della mia Prima Comunione. Sono carina, delicata, ho paura di rovinare la veste lunga, bianca. E’ un giorno speciale e sono agitata, un po’ sperduta. Ho la croce al collo, scarpe bianche e guanti bianchi di raso. Mi piacciono i guanti bianchi è un tocco femminile, un tocco che non mi concedo mai con il mio fare la dura vestendomi da maschio. Ho i capelli sciolti che arrivano all’altezza delle spalle, anche quelli mai troppo lunghi, un cerchietto di roselline bianche mi dà un’aria candida. Mi piace guardarmi, mi faccio tenerezza.
Tutto si dissolve.
Non ho nessuna fotografia della mia Prima Comunione, chissà se tutto era davvero come me lo sono immaginato.

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