domenica

settembre 20, 2009 § Lascia un commento

Esco . Prendo la funicolare. C’é molta gente.
Un salto  a vedere la mostra di Ernesto.
Troppa folla, vado in Rocca, lì c’é silenzio e scrivo.
In questo periodo ho angoscia-
Non riesco a trovare il reale nel reale.
Mi consolo ripetendomi che era follia prima.
Quell’adattamento razionale alla realtà
le mie certezze
dove tutto era definito,
così definito e finito.
Era tutto “finito” e per questo già morto

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Il mio rifugio

settembre 12, 2009 § Lascia un commento

Un posto silenzioso, nella natura, ascoltarla, tranquillamente accoglierla. Senza dover cercare qualcosa in particolare. Immagino la mia baita. Mi piace pensare che sia semplice e piena. Con un bell’orto, il senso del tempo senza orologio. Un prato , fiori, niente recinzione e cancelli. Un posto in cui poter leggere, scrivere, scaldarmi al sole, dipingere. Grandi tele sul prato, mischiare i colori così come vengono senza nulla in particolare da dipingere. Andare a far legna per il  camino. Ricevere chi mi viene a trovare, anche solo per godere di un po’ di silenzio. Ascoltarli se hanno voglia di raccontare. Mi piacerebbe raccontare ancora favole a qualche bambino, dove i personaggi prendono forma da soli, un posto un po’ magico. Vedere un arcobaleno e ricordarmi di quando si “giocava” agli innamorati con i miei figli. “Quanto mi vuoi bene?” ,“Tanto”, “Tanto quanto?” ,“Tanto quanto l’oceano”, “Io di più”, “ Tanto come un arcobaleno, senza inizio e fine” . Penso a questo ogni volta che ne vedo uno.

Si é dipinta l’opera

settembre 1, 2009 § Lascia un commento

Si è dipinta l’opera scegliendo i colori, i dettagli, gli sfondi e gli oggetti. La mano é stata guidata dai codici acquisiti, riconosciuti e fatti propri. Per quanto possa apparire bella rimane un senso di incompiuto.
Tutto ha un suo ordine, un suo posto, una simmetria, un equilibrio, in cui i contorni sono ben definiti , rassicuranti. E’ apprezzata . Ma ferma, immobile e sterile.
Ti fermi fai entrare nuova luce. La parete bianca opposta riflette l’opera sfumando i contorni e ti smarrisci. Fino a quando il tuo guardare si predispone ad accogliere senza pregiudizi e senza la ricerca della certezza dei contorni. Quello sfumato semplifica, allarga, riporta all’essenza e in quelle immagini riflesse intuisci l’esistenza di un tutto e di un insieme. Una possibilità e un tentativo.

Dove sono?

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