R.M. RILKE Appunti sulla melodia delle cose.

novembre 3, 2009 § Lascia un commento

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Perù - agosto 2009 - L'Oceano

XXXVII Tutti i loro errori e dissidi derivano dal fatto che gli uomini cercano in se stessi l’unanime concordanza e mai nelle cose che stanno dietro di loro, nella luce, nel paesaggio, nel principio e nella fine. Così facendo perdono se stessi e non ottengono nulla. Si mescolano perché non sono capaci di unirsi. Si sostengono l’un l’altro e tuttavia il loro passo è incerto perché, deboli, entrambi vacillano; e in questa reciproca volontà di sostenersi disperdono tutta la loro forza così da non poter percepire nemmeno l’eco del frangersi di un’onda che giunge da fuori.
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Perù - agosto 2009 - L'oceano

XXXVIII Ogni forma di comunanza presuppone, tuttavia, una moltitudine di diversi esseri soli. Prima di loro stava semplicemente un tutto, privo di ogni relazione, compiuto in se stesso. Non era povero né ricco. Nell’istante in cui alcune sue parti si sono staccate dall’unità materna per crescere lontane, il tutto è entrato in contrasto con loro. Ma non gli sfuggono completamente. La radice nutre i frutti anche quando no sa della loro presenza.

XXXIX Noi siamo come i frutti. Pendiamo da pochi rami intrecciati e ci accade di sfiorare molti venti. Quel che noi possediamo è la nostra pienezza matura, il dolce succo e la bellezza. Ma la linfa che ci fortifica scorre in unico tronco da una radice lontana che si è fatta immensa passando tra i mondi e in tutti noi. E se vogliamo testimoniare della sua potenza, ciascuno di noi dovrà disporne secondo la natura particolare della propria solitudine. E quanti più sono i solitari, tanto più grande sarà la solennità, la commozione e il potere della loro comunanza.

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