novembre 16, 2009 § Lascia un commento

E’ un po’ come avere scoperto di non poter volare solo agitando le braccia e non accettare questo dato di fatto. Ed invece l’uomo è riuscito a volare proprio quando, dopo avere accettato l’idea che esistevano delle leggi naturali che impedivano o consentivano il volo, a seconda della specie, è riuscito, studiandole, a svelare le leggi sulla gravitazione dei corpi e sull’aereodinamica. Accettando allora la sua natura e imparandone le particolari leggi è riuscito ad alzarsi in volo. Si è così  liberato allora di una sua visione mitologica del volo (il mito di Icaro), ed è riuscito a superare i limiti della propria specie. Dal punto di vista del determinismo sociale non ha senso illudersi di poter trovare la propria libertà attraverso la negazione degli altri (l’individualismo è solo una forma di alienazione, e quanto più diventa egoismo tanto più si trasforma in solitudine), o solo attraverso la competizione sociale che porta allo scontro in senso marxista, ma sarà necessario capire le leggi che regolano la vita sociale, leggi che attengono al funzionamento della struttura sociale, ma anche alla biologia ed alla psicologia individuale e collettiva [..] Potremo allora affermare che pur non riuscendo a liberarci dell’istinto all’aggressività, grazie alla conoscenza delle leggi psico-biologiche che lo inducono, saremo riusciti a superarlo, non semplicemente negando vanamente gli altri ma comprendendo quanto di comune abbiamo con gli altri. La libertà quindi è solo un mito, ed un mito che perseguito acriticamente porta alla negazione degli altri; ciò che invece ci rende responsabili ed in grado di scelte autonome è la conoscenza. Per concludere possiamo affermare con J. Sauvan che: “La libertà comincia dove finisce la conoscenza”, ma anche che senza conoscenza non vi è libertà di scelta.  (Henry Laborit)

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