Il tema di Ada.

gennaio 5, 2010 § Lascia un commento

Il tema di Ada

E.: Ciao

S.: Ciao. Ci rincontriamo

E.: Credo succederà sempre più spesso

S.: Sono malinconico

E.: Non dovresti.

S.: Mi tieni ancora le briglie

E.: Devo,  potresti farle del male

S.: Guarda! si sta dondolando sulla poltrona. Ha gli occhi chiusi. Ci ascolta e cerca di immaginarsi come siamo, tenta di personificarci.

E.: Io so come ti vede. Per lei ora tu sei Ada, la pensa da giorni, non le esce dalla testa e si chiede perché.

S.: Ada. E tu chi saresti.

E.: Io? Indovina.

S.: Vediamo, un vecchio, severo, rigido, con panciotto e favoriti, un tipo come Johann Buddenbrook, il dovere, la norma?

E.: Esatto, bravo!  Tempo fa c’ero solo io ma non sapeva della mia esistenza, fino a che sei arrivato tu. Un fiume in piena, ti aveva dimenticato e nascosto.

S.: Ah! Bei tempi. Tu ripudiato, odiato, ascoltava solo me. Con lei passavo ore, immobili.  Viaggiavamo, un’immagine dopo l’altra, fino a confonderla.

E.: Ed é per questo che mi ha richiamato. Ci ha fatto incontrare e  assegnato un compito.

S.:  Stabilire un equilibrio. Lei ci guarda, ci ascolta.

E.: Non si fida ancora di noi. Teme che uno di noi due prenda il sopravvento.

S.: Non sarà semplice.

S.: Ora pensa a Ada, a me.

E.: L’hai turbata, apre gli occhi. Arrivederci S.

S.: Arrivederci E., alla prossima.

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