Dal diario di Rilke

marzo 18, 2010 § Lascia un commento

Pontresina - Febbraio 2010

nel suo diario Rilke scrive improvvisamente, quasi folgorato, questa riflessione: «La voce degli angeli non giungerà agli uomini piegati sotto un carico pesante. La voce li circonderà come vento e strapperà i vestiti sopra i loro cuori. Li farà barcollare, li getterà a terra, li solleverà. E li muoverà come non si sono mai mossi, li agiterà come le onde del mare, li riempirà come gli abissi. Li trascinerà con sé, li porterà via dalla casa e dalla patria, li abbandonerà su isole, li farà fiorire a dare frutti su isole lontane. E terrorizzati dalla morte, li attirerà su navi beccheggianti e in capanne su cui imperversano tempeste. Li salverà proprio sul punto della morte quotidiana e li proteggerà dalla fine, affinché ci siano occhi per guardare il bambino d’oro nato dalla Vergine. E guiderà gli occhi a vedere. Porterà il loro volto innanzi a un altro volto. Guiderà le loro mani a una nobile povertà e i loro piedi su paglia morbida e luminosa. E li accoglierà dopo il cammino con balsami e cristalli di rocca. Allontanerà la polvere dai loro abiti affinché tornino splendenti. Cheterà il loro turbamento, e prenderà il bastone ancora caldo dalle loro mani per farne un albero da frutto e un albero ombroso sopra la culla del mondo ».
Sarà un perfetto, inaudito silenzio, senza più alcuna attesa».

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