Fragilità

novembre 29, 2010 § Lascia un commento

 Vento,
capovolgimi agitami scuotimi,
spezza il filo, fammi cadere,
precipitare
in una corrente profonda
spingimi al largo
distante
dai pazzi mortiferi
appesi al filo della normalità
trattenuti dall’amo dell’inganno
sorretti dal vuoto della loro perdita
incuranti di ciò che non possiedono.

Essere invisibili

giugno 29, 2010 § 1 Commento

Il desiderio di essere invisibile, guardare da fuori e vedere l’effetto che fa, soprattutto a noi stessi.
Fare il punto della situazione.
Constatare che le cose , anche senza di noi, ritrovano un equilibrio può essere fonte di tranquillità, che la nostra assenza lasci un pieno e non un vuoto ci predispone più serenamente a continuare il nostro cammino.

Tra la folla – maggio 2010

giugno 28, 2010 § Lascia un commento

Intelligenza del cuore

maggio 23, 2010 § Lascia un commento

Proust la chiamava “l’intelligenza del cuore”:
che è misura del mondo, sua inderogabile norma,
sua vera interiore salute.

Blow up – tennis

maggio 20, 2010 § Lascia un commento

Domenica 25 aprile

aprile 28, 2010 § Lascia un commento

…il concetto di ordine (scil. nella creazione) non é identico a quello di “senso”. Anche un essere organico, malgrado il suo ordinamento strutturale significante in se stesso non ha necessariamente un senso pieno
nel suo nesso generale… Senza la coscienza riflessiva dell’uomo il mondo é una gigantesca assurdità, perché, stando la nostra esperienza, l’uomo é l’unico essere capace di stabilire il “senso”.
… La significatività sembra sempre essere inconscia in un primo tempo, e perciò può essere scoperta solo post hoc; quindi sussiste anche sempre il pericolo di introdurre senso là dove non ce n’é traccia. Ci occorrono le esperienze sincronistiche per poter giustificare l’ipotesi di un senso latente indipendente dalla coscienza.
Poiché una creazione senza la coscienza riflessiva dell’uomo non ha alcun senso riconoscibile, avanzando l’ipotesi di un senso latente si attribuisce all’uomo un significato cosmogonico, un’autentica raison d’etre.Se invece si attribuisce al creatore il senso latente come programma creativo cosciente, allora sorge la questione: perché il creatore metterebbe in atto tutto questo fenomeno universale quand’Egli già sa in che cosa potrebbe specchiarsi, e perché dovrebbe specchiarsi quando é già conscio di Se stesso? A che scopo dovrebbe creare, accanto alla sua omniscientia, una seconda coscienza minore? Miliardi di specchietti opachi, per così dire, dei quali sa già in anticipo quale immagine potranno riflettere?

Jung – Da una lettera a un collega 1959

Ci sono giorni

aprile 22, 2010 § Lascia un commento

Ci sono  giorni

in cui le parole mancano.

Sono i giorni in cui

il silenzio è la voce

del  troppo che straripa

dallo squarcio del cuore.